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PRINCIPI FONDAMENTALI
Art. 1.
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Ecco che voglio dedicare un post intero al primo articolo. Questo è l’articolo che sorregge tutta l’impalcatura del nostro stato. Qui non ci sono modifiche da dover fare, ma più che altro, vanno fatte delle precisazioni ai politici.
La prima frase dice: l’Italia è una repubblica democratica, fondata sul lavoro.
E io aggiungerei provocatoriamente: sul lavoro precario e sottopagato. Tutti i libri di diritto costituzionale sostengono che esso(lavoro) è un dovere morale, meglio espresso nell’articolo 4: la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. L’enunciato dell’articolo 4 è una risposta all’articolo 1. Lo stato deve impegnarsi per far si che la repubblica democratica, sia veramente fondata sul lavoro. I libri di diritto costituzionale dicono che ciò giustifica le importanti manovre degli organi costituzionali(preposti a tali compiti), volti a favorire una sempre minore disoccupazione. Poi però si afferma che tale dovere è un dovere morale, non giuridico, cioè non si traduce in una sanzione giuridica. L’unica sanzione può essere quella degli elettori, che non votano i soggetti incapaci. Io dico, ma ci rendiamo conto? cioè, la legge, per il cittadino, è obbligatoria, invece per loro è solo morale? sono loro che dovrebbero essere in una posizione di maggior rischio e non avvolti in una cazzo di bambagia. Se loro fanno cazzate non succede nulla. Io direi che sarebbe utile inserire sia una sanzione giuridica penale(reato contro lo stato: cioè noi) e civile(risarcimento del danno), e i provvedimenti divengono invalidi retroattivamente(cioè vengono eliminati sia le cazzo di manovre, che gli effetti prodotti fino a quel momento, perchè si deve riportare la situazione, come se non fosse mai stata mutata: se non è possibile vi deve riparare in altro modo).
La sovranità appartiene al popolo… al popolo cazzo non a loro che fanno tutto imprudentemente senza cagarci di striscio. Loro devono rendere conto a noi. In uno stato monarchico se la sovranità spetta al re, il funzionario, risponde a lui(cazzo se ne risponde); perchè qui no?
La sovranità appartiene al popolo, che la esercità nelle forme e nei limiti della costituzione. Qui non c’è nulla da dire, perchè se ognuno facesse quello che vuole, verebbe fuori un bordello. Una cosa l’aggiungerei: inserimento di maggiori forme di esercizio diretto della sovranità, per un maggiore coinvolgimento delle opinioni dei cittadini(ad esempio se una classe politica fa schifo alla maggior parte della popolazione, che cazzo sta li a fare, ci deve essere un modo di eliminare sto scempio. Inoltre modi per coinvolgere i cittadini quando si fanno leggi e opere pubbliche, chiedendo consigli e opinioni, non facendo precipitare le cose dall’alto). L’enunciato della costituzione, ha anche un altro senso. La esercita direttamente, ma anche indirettamente, cioè attraverso gli organi costituzionali. Quindi Grillo quando dice che sono nostri dipendenti ha perfettamente ragione. Loro sono il nostro mezzo per esercitare la sovranità. E’ come in una società: i soci non la amministrano, delegano questo compito agli amministratori. I soci non possono comandare gli organi, ma possono dargli degli obbiettivi(discorso assimilibile al fatto che dobbiamo essere noi a fare gli obbiettivi, che i politici devono rispettare, cioè le primarie, e al fatto che ci devono coinvolgere mentre amministrano il nostro paese: leggi, ecc) in sede di assemblea(tutto il popolo, non il singolo cittadino). Se però gli amministratori, lavorano male, i soci li buttano fuori a calci nel culo(inoltre ci sono dei casi in cui gli amministratori devono pagare un risarcimento)
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